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Da un mese, ormai, Pettenon Cosmetics, da oltre settant’anni nel mondo della cosmetica professionale e parte del Gruppo Industriale Agf88 Holding, ha deciso di destinare parte dell’Area Produttiva alla preparazione di un’emulsione fluida mani ad azione igienizzante, senza risciacquo, a base di acqua ossigenata. Ecco come è andata fino a oggi: abbiamo intervistato Gianni Pegorin, presidente di Pettenon Cosmetics e del Gruppo Industriale Agf88 Holding.

 

Quando e perché avete deciso di riconvertire la produzione?

L’emergenza sanitaria in atto ci ha portato a riflettere immediatamente su come rispondere in tempi brevi e in modo efficace all’esigenza di prodotti ad azione igienizzante sempre più introvabili. Siamo un’azienda che investe nella ricerca e sviluppo un solido know-how su H2O2, materia prima che viene utilizzata nelle formulazioni di prodotti di hair care professionali.  Essendo l’acqua ossigenata stessa un potente biocida (attivo nei confronti di microrganismi tra cui virus) ed avendo a disposizione nel nostro sito produttivo di San Martino di Lupari un grosso quantitativo di materia prima, abbiamo dato il via rapidamente ad un progetto di ricerca per validare una formula stabile che contiene H2O2 e che può essere usata per le mani. Inoltre, a differenza delle formule alcoliche, che seccano le mani, questa formula, contenendo una percentuale di fase grassa, ha un buon livello di idratazione. La formula è stata messa a punto in tempi record, abbiamo anche validato la sua efficacia nel laboratorio interno di microbiologia che contiene macchinari di avanguardia e molto versatili. Da qui è nata l’emulsione mani purificante igienizzante ad alta efficacia: abbiamo iniziato a convertire parte della nostra produzione a metà marzo e continuiamo tutt’ora lavorando su due turni.

 A chi e dove avete distribuito i gel?

Abbiamo distribuito l’emulsione ossidante in azienda, ai nostri partner, alla Protezione Civile di San Martino di Lupari, alla Associazioni che sosteniamo, al SAP di Padova, alle case di riposo e donato ad ora all’Ospedale di Padova. Ci siamo concentrati nella nostra regione, la prima, assieme alla Lombardia, a essere maggiormente colpita dal virus. Il prossimo passo è raggiungere anche i nostri clienti: abbiamo inserito il prodotto a listino e già predisposto i primi invii.

Avete fatto qualcosa per calmierare i prezzi?

Come noto è la prima volta che approcciamo questo prodotto, indispensabile per questo periodo e per il prossimo futuro, pertanto oltre ad un focus sulla nostra clientela, ci siamo allineati con il mercato.

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